Scan Body ed impronte digitali – Affidabilità nella routine

Scanbody ed impronte digitali - Affidabilità nella routine

È possibile eseguire lavorazioni su impianti direttamente da impronta digitale?

Questa è una domanda che ci viene posta frequentemente da chi approccia alla tecnologia digitale.

La protesi su impianti richiede una precisione nella stabilità maggiore che nella protesi su denti naturali. L’assenza di legamenti paradontali nel primo caso obbliga il protesista a spingersi sempre al limite della precisione tecnologica possibile, mentre nel secondo caso sono “tollerate” piccolissime deformazioni dell’impronta.

Per raggiungere sempre questo obbiettivo è necessario conoscere i limiti degli strumenti e dei materiali che decidiamo di usare, tanto da poterli aggirare. Questa è la base per eseguire delle lavorazioni corrette e conformi alle nostre aspettative.

Il numero elevato di casi e la grande varietà di progetti ci ha dato la possibilità di comprendere direttamente “sul campo“ le grandi peculiarità di un flusso digitale, superando gli ovvi limiti insiti in ogni sistema.

La precisione in protesi avvitata da scansione intraorale

Il punto cardine di un sistema digitale è l’impronta: tutte le informazioni rilevate dallo scanner saranno per sempre indistruttibili ma per questo non è detto che siano perfette!

La statistica ci ha mostrato l’elevata precisione media dei flussi digitali, partendo già dall’impronta, mentre per contro nei flussi analogici le imprecisioni sono di una percentuale media decisamente superiore, consideranto il maggior numero di fasi lavorative e le varianti critiche di ognuna di queste. Anche questo dato però non basta per rendere questa tecnologia totalmente affidabile.

Le componenti protesiche si accoppiano con la fixture in modo giometrico e le tolleranze in alcuni casi sono quasi nulle, come negli accoppiamenti conici. Alcune giometrie lasciano una tolleranza “maggiore “ ma solo in senso orizontale, mentre nulla in verticale e in inclinazione angolare.

Le deformazioni, benchè minime, di un’impronta digitale sono già un limite per eseguire una protesi con più elementi uniti su impianti, mentre sono trescurabili per le lavorazioni singole.

(Accuracy of digital impressions of multiple dental implants: an in vitro study Stefan Vandeweghe 1, Valentin Vervack 1, Melissa Dierens 2, Hugo De Bruyn 1 3 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27150731/ )

Scan Body e criticità: come superarle

L’arco deformato in un’impronta non è l’unica criticità in protesi su impianti, anche le micro irregolarità nella riproduzione della superfice dello scan body risultano un ostacolo. Impronte apparentemente con una superfice di scansione corretta, analizzate con un taglio in sezione, mostrano sempre come lo scan body virtuale (File geometrico della libreria) dentro la relativa sede dell’impronta, possa avere facilmente una possibile variazione nell’ inclinazione dell’asse; anche mezzo grado di differenza ne comprometterebbe l’accoppiamento.

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(Accuracy of different digital scanning techniques and scan bodies for complete-arch implant-supported prostheses. Ryan M Mizumoto 1, Burak Yilmaz 2, Edwin A McGlumphy Jr 3, Jeremy Seidt 4, William M Johnston 5 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31040026/ ).

(Intraoral scan bodies in implant dentistry: A systematic review Ryan M. Mizumoto, DMDa and Burak Yilmaz, DDS, PhDb https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29627211/ )

Cosa succede quando la connessione implantare non basa correttamente sull’impianto?

Per comprendere più semplicemente cosa potrebbe succedere nel caso di una piccolissima variazione angolare, Immaginiamo due cilindri che devono unirsi tra di loro alla base, inclinandone uno dei due anche di poco si intuisce come l’accoppiamento tra loro non possa avverire più in modo planare, cosi sarebbe anche per gli impianti.

Scan body ed impronte digitali Affidabilità

La giusta unione, tra impianto e componete protesica progettata dalle aziende implantari, rimarrebbe solo un ricordo!

  • Deformazione inreversibili della fixture con conseguente danno biologico al paziente
  • Svitamenti della protesi causati dall’allentamento della vite dopo la deformazione
  • Deformazione dei componenti protesici

Un accoppiamento può “muoversi” nella sua tolleranza in senso orizzontale, quando esiste, ma mai in altri sensi.

La tecnologia ad oggi non ha ancora sostituito la chiave di posizione analogica, questa è il sistema più economico, pratico e preciso. Il gesso oggi trova dei validi sostituti nella fibra di vetro o in materiali similari. In questi prodotti è possibile trovare degli archi preformati, quindi privi di deformazioni come invece avverrebbe se volessimo produrli artigianalmente lavorando le resine chimicamente per la specifica esigenza. Gli archi preformati garantiscono il fissaggio della posizione direttamente nel cavo orale, un impianto alla volta in modo passivo, semplice, veloce ed affifdabile.

Affidabilità in protesi implantare anche da scanner intraorale

In questo modo avremo usufruito del vantaggio della tecnologia analogica prendendo la chiave di posizione, per poi inserirla tranquillamente in un flusso totalmente digitale.

Con il protocollo appena sopra descritto, è garantita la massima precisione in modo semplice e continuativo e la possibilità di usufruire in pieno delle maggiori potenzialià dei sistemi digitali.

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