Il prototipo nel flusso digitale: “il provino”

Provino stampato con dettagli anatomici

Il grande vantaggio del flusso digitale è senza dubbio la possibilità di progettare al CAD la protesi finita per poterla prima realizzare in un prototipo con soluzioni rapide ed a basso costo, permettendoci di avere la certezza della buona riuscita del lavoro.

Grazie ai prototipi fresati o stampati si ha la possibilità di provare l’estetica, la funzionalità (articolazione ecc) e la stabilità della protesi.  E’ possibile eseguire più  prototipi avendo dunque  il vantaggio del basso costo di produzione e di semplice modifica del progetto, il tutto rispetto al definitivo.

In campo digitale esistono due tipologie di provino: il prototipo fresato, ovvero per sottrazione, che viene realizzato per mezzo di fresatori, disponendo  anche di una vasta gamma di materiali e il prototipo stampato, ovvero per apposizione, che viene realizzato con le stampanti 3d.

Prototipo fresato

Foto 1: Prototipo fresato

Il prototipo fresato

Il Prototipo fresato (foto 1) è un’ottima prova di stabilità del progetto sui monconi, grazie alla buona rigidità di alcuni materiali disponibili, di verifica dell’articolazione e della funzione. Ogni modifica è molto più agevole rispetto al passato visto le caratteristiche dei materiali che sono facilmente modificabili in sede di prova.

Un altro fattore interessante è la vasta scelta di materiali a disposizione, dal PMMA calcinabile che una volta effettuata la prova, lo stesso potrà essere fuso, al PMMA provvisorio di varie tipologie, sia estetiche che economiche. Dal punto di vista morfologico, se vogliamo mantenere i costi bassi di produzione, il prototipo fresato non dà il meglio di sé, visto che richiede un’ulteriore rifinitura al banco se si desiderano i dettagli interprossimali, in quanto le separazioni, a causa di una fresatura volutamente poco rifinita saranno poco evidenziate. Riprodurre esattamente la forma come il file progettato, alzerebbe troppo i costi di lavorazione.

Nonostante questo, in termini di precisione sia della cavità che della chiusura e nell’occlusione, il provino fresato rimane un “must”, anche perché viene usata la stessa tecnica di produzione dei definitivi (foto3).

differenza di dettagli (foto3)

Foto 3: Differenza di dettagli

I materiali plastici richiedono una cura particolare e solo un centro di produzione qualificato con macchine professionali è in grado di offrire questo a costi molto vantaggiosi.

Il prototipo stampato (foto m2)

Foto 2: Prototipo stampato

Il prototipo stampato (foto 2) è senza dubbio un’ottima scelta quando si parla di estetica (sempre se prodotto con stampanti 3d di buon livello) poiché può dare il miglior risultato, in termini morfologici senza particolari strategie (foto 4).

Provino stampato con dettagli anatomici

Foto 4: Provino stampato con dettagli anatomici

Con la stampa 3d i prototipi rappresentano il miglior modo di vedere volumi e dimensioni, proprio perché la stampa ricalca fedelmente nei dettagli morfologici il file progettato. Bisogna comunque prestare attenzione: essendo le resine stampate più morbide rispetto a quelle fresate e facilmente soggette a piccole deformazioni, sarà difficile vederle impiegate in prove di stabilità, o prove di articolazione. Quindi Il rischio di rottura o di deformazioni le rendono inadatte.

Per ogni prova che si debba fare, si ha la possibilità di scegliere, da una parte una tecnica che dia stabilità come garanzia, dall’altra, una che dia un’ottima resa estetica. Sicuramente entrambe valide.

Il risultato sarà di un prototipo clinicamente testato ed accettato dal paziente a costi più economici rispetto al passato, a maggior ragione se dovesse essere replicato più volte, con il vantaggio che lo stesso sia la base per  la copia per la realizzazione del definitivo.

 

 

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